L’insostenibile leggerezza del (NON) essere

Kundera in uno dei suoi romanzi più famosi parla di insostenibile leggerezza dell’essere, la storia di quattro persone: Tomáš, Tereza, Sabina e Franz. Il libro cela molti significati che si dischiudono man mano che la storia va avanti. Il racconto potrebbe essere equiparato ad un trattato di filosofia.

linsostenibile-leggerezza-dellessere-98f3717d-5e3d-461a-a13e-de044324dcd5Il significato più forte forse, è appunto la leggerezza della vita, delle decisioni umane, delle situazioni che si ripetono inevitabili e leggere nel corso del tempo senza apparentemente lasciare traccia nelle vite delle persone.

“Se la prese con se stesso, ma alla fine si disse che in realtà era del tutto naturale non sapere quel che voleva. Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future.”

Una leggerezza che però poi esplode in un paradosso di insostenibilità, perché il peso delle azioni e delle scelte che si fanno nel corso della vita e la loro frivolezza invadono l’essere umano nel suo continuo tentativo di ricerca di significato che in esse vuole trovare ad ogni costo.

Ultimamente in merito a queste considerazioni ho iniziato a farne alcune di parallele, tra cui, se “l’essere” è insostenibile, quanto può esserlo il NON essere?images

Credo che a tutti sia capitato almeno una volta di sentirsi invisibili al mondo. E non importa quanto si provi ad alzare la mano in attesa che la professoressa ci chiami. Anche se sappiamo la risposta giusta nessuno mai ci farà quella domanda.

Perché succede questo? Perché invece di aspettare che qualcuno ce la faccia, non siamo noi i primi a farci quella domanda e a darci quella risposta? Da cosa deriva quell’insostenibile leggerezza del non voler essere mai da soli? Quel continuo bisogno di accontentare gli altri, di fare la scelta giusta e di cercare una continua conferma nelle persone che abbiamo intorno. Noi non siamo forse dei giudici abbastanza attendibili?

Mentre scrivo queste quattro stronzate ascolto Vasco. Anima Fragile. Ad un certo punto dice: “…da tutte quelle emozioni che bastavano, da tutte quelle situazioni che non tornano mai!”.

fragileA volte il pensiero di non essere giusti per quello che si sta facendo o che si sta vivendo o non vivendo, viene. Il pensiero di non essere giusti in generale. Di vivere in un posto che non ci appartiene, una vita che non è nostra, in un tempo che sembra sbagliato. Forse è per quello che esiste la letteratura. Forse per questo c’è Kundera:

“<<Einmal ist keinmal>>. Tomáš ripeté tra sé il proverbio tedesco. Quello che avviene soltanto una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l’uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto.”

Pindaro 2.0

 

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