Una vita è troppo poco, una vita sola non mi basta.

Come da titolo sono un po’ di giorni che mi passa questa frase per la testa, e la relativa scena di Mediterraneo di Gabriele Salvatores.

Sicuramente non vi sarà nuovo quello che vi dico, ma la prima volta che vidi quel film quella stessa scena non aveva avuto la stessa forza di attivazione di pensiero che ha avuto ora, ascoltando attentamente ogni singola parola con molta più attenzione, e sì, anche con più ricettività. Perché alla fine è quella la sottile differenza tra sentire e ascoltare.

A volte sei più propenso ad ascoltare di altre. Quelle volte cogli i segnali. Un libro, un film, una canzone, una pubblicità, la citazione di una persona per strada. Ci sono quelle volte che tutto sembra legato a te e a quello che stai vivendo.

Secondo me sono un mucchio di stronzate. Tutto è sempre legato a tutto e a noi. Questa secondo me è la verità, e il più delle volte noi non ce ne accorgiamo nemmeno. Siamo troppo impegnati a sentire tutti i rumori di sottofondo invece di ascoltare quello che davvero ci viene detto. E perché? Perché siamo troppo impegnati a vivere la vita che ci hanno dato, magari non quella che ci siamo scelti, ma quella che abbiamo. E solamente in determinate situazioni, magari quelle in cui siamo più fragili, riusciamo davvero a cogliere il senso delle cose.

“Se poi conti bene non sono neanche poi tanti giorni, troppe cose da fare, troppe idee”

Mi sono sempre detto che era così, troppe cose da fare, ma quanto tempo spendiamo a fare tutte le cose che vogliamo? A mettere in pratica le nostre idee? Le NOSTRE idee. Non quelle degli altri che dobbiamo fare per avere un bonifico a fine mese per molti purtroppo non arriva nemmeno a 4 cifre, virgole escluse.

“Sai che ogni volta che vedo un tramonto mi girano i coglioni? Perché penso che è passato un altro giorno”

Frase epocale e provocatoria. La bellezza di uno degli spettacoli più belli della natura con il conflitto di aver accorciato ancora di più la miccia.

“I tramonti mi piacerebbe vederli con mia madre e una donna che ami magari”

Una delle figure più importanti nella vita di un uomo e la ricerca dell’amore. Un amore che continua e passa dalla madre alla donna che ami.

“Poi invece la notte mi piacerebbe passarla da solo…da solo solo, magari con una bella troia, che è meglio che da solo”

Poi invece c’è il desiderio di libertà, la ricerca del proprio spazio. Ma non troppo, perché c’è la troia. Ma cos’è la figura della troia se non quella della salvatrice dell’uomo dalla solitudine senza l’impegno che richiede una donna?

Tornando al punto quindi, forse una vita è abbastanza se fai quello che devi fare. Se fai tutte quelle cose che non ti faranno un giorno dire “e se…?”.
Secondo me Salvatores in questa scena voleva andare oltre il postulato antropologico di Clifford Geertz in cui afferma:

“One of the most significant facts about humanity may finally be that we all begin with the natural equipment to a live a thousand kinds of life but end in the end having lived only one”

e dirci che una vita in realtà non è poca. Sì, è vero, ci sono sempre troppe cose da fare, troppi impegni, troppe idee, ma se fai tutto quello che puoi per essere felice non è più solo una questione di tempo.

“Se le cose andassero sempre così, che ti portano via le armi e ti lasciano sta roba qua, si vivrebbe meglio no?”

E adesso guardatevi il video 😉

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