Lontano da te…

Caldo, tanto caldo. Decido di fare un giro in bicicletta. So che non mi aiuterà a combattere l’afa ma la sensazione del vento sulla pelle appena sudata è un’ottima illusione di freschezza.

Devo aver pensato qualcosa del genere quando qualche giorno fa mi sono ritrovato ad attraversare su due ruote dei posti che non vedevo da quando ero piccolo. Ciò che più mi ha colpito è stato come tutto fosse così diverso, più piccolo, ristretto e circoscritto rispetto a quando vedevo quelle stesse cose con gli occhi di un bambino di 10 anni.

Lì, in mezzo al verde di alberi che mi avevano visto crescere e che mi hanno visto ritornare con qualche pelo in più in faccia e qualche capello bianco in testa mi è venuta in mente una domanda: “Perché ad un certo punto le cose finiscono?”

Perché smettiamo di uscire con una persona, di giocare in giardino o per strada con i nostri amici, di guardare i cartoni animati?

La risposta più semplice è: “è così che vanno le cose”. Senza motivo inizi a fare qualcosa, ti appassioni a qualcosa, ti leghi a qualcuno e poi altrettanto senza motivo…puff. Finito.

In realtà di motivi ce ne sono mille, ma dire che sia il caso, o che sia giusto così è la cosa più semplice, e pure quella che fa meno male, almeno in superficie. Si cerca una nuova passione, una nuova abitudine, una “nuova ossessione che brucia ogni silenzio”.

Mentre pensavo a tutto questo ascoltavo una canzone. Stava per finire. Ultimi accordi, ultime note della tastiera, la batteria si stoppa e puff, finisce in maniera secca. Era un live, parte prima l’applauso e poi le urla. Finita. Perché le cose finiscono, e quando una cosa è finita, è finita.

E invece la chitarra non ne vuole sapere e 11 secondi dopo ricomincia un assolo leggero, poi la tastiera la segue e la batteria invidiosa si aggrega pure lei.

Non so se vi sia mai capitata una sensazione del genere, ma credo che possa essere messa dentro quel contenitore chiamato gioia. Sì, è vero che tutto prima o poi finisce, ma ogni tanto qualcosa non va come deve andare, o forse sì, e potrebbe partire una nota, poi un’altra, una terza e poi…

guitar“Oooh ooh ooh oooooooooh oooh ooh ooh oooooooooh oooh ooh ooh oooooooooh oooh ooh ooh oooooooooh”

Pindaro 2.0

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s